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Notte di Sangue (Parte II)

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Narratore in Grigio

Eurk (Barbaro - Mezz'orco) in Verde

Orgon (Monaco - Umano) in Blu

Ariman (Guerriero - Umano) in Rosso

Luter (Marinaio PNG) in Bianco

Magnus (Marinaio PNG) in Grigio

Lemmarol (Marinaio PNG) inFucsia

Darrenal (Marinaio PNG) in Arancio

Jorgo - Viland (Marinai PNG)

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I tre avventurieri fuggirono rapidamente dal luogo del delitto, dopo avere nascosto i cadaveri dietro dei cespugli, no si preoccuparono dei vestiti e delle calzature sporche di sangue, cercavano solo un luogo tranquillo.

Dopo breve girovagare nella zona del porta, si diressero in direzione di un falò, attratti dalla possibilità di un posto caldo ed asciutto. Una volta vicini, si arrestarono a studiare la situazione, e capire che rischi vi fossero, si trattava di un gruppo di marinai, due sembravano gravemente feriti.

I Il sinuoso ondeggiare delle fiamme del falò ipnotizzò Eurk e lo fece distrarre, mentre i suoi compagni cercavano di prendere una decisione sul da farsi. Lentamente compiva qualche passo, si allontanava progressivamente dal guerriero e dal monaco, per avvicinarsi sempre più alla fonte di luce che lo attirava; accortosi di essere arrivato in un punto dove poteva essere visto, riacciuffò il senno e arrestò il suo cammino. Si trovava dietro un cespuglio ad una decina di passi dai marinai, praticamente alle loro spalle. Riusciva tranquillamente a sentirne i discorsi. Le chiacchiere si consumavano noiosamente, sembravano storielle per la buona notte.

Ragazzi, questa è buona, ascoltate bene.

Il più malandato tra i sei marinai si eleggeva narratore della prossima avventura, che avrebbe tenuto compagnia al gruppo nei minuti successivi, per trascorrere quell’umida ed interminabile notte.

Tanti anni fa ero imbarcato sulla "Driade di Cristallo", una nave pirata dei mari del nord est, ed ho conosciuto un tipo davvero buffo.

°°°Zentiamo koza lui dice.°°°

Era uno spasso. Mi ricordo che il capitano lo prese a bordo per compassione, perché sul golfo di Brevickdoing fu malmenato da un gruppo di umani che lo accusavano di aver rubato delle collane d'argento, lui era forte, ma lo salvò il mio capitano.

Il marinaio era leggermente affannato.

°°°Umani? E lui koza è?°°°

Questo tizio venne sulla nostra nave a fare da inserviente, praticamente era l o spasso di tutta la ciurma.

Perché era lo spasso di tutta la ciurma?

Non riusciva ad articolare una frase sensata in linguaggio com... coff coff... linguaggio comune

Come sarebbe? Un analfabeta?

No, peggio. UN ORCO! AHAHAHA!

°°°ORKO? Ma orko no è peggio di analfabeto. Ma koza è analfabeto?°°°

Alla risata si tenne forte la ferita alla parte destra dell'addome.

Sapete cosa era la cosa più spassosa? Quella che, quando ci fermavamo in qualche città, in qualche locanda, lui raccontava di essere un grande pirata, un gran combattente, quando era solo un ottimo pelatore di patate e sapeva discretamente tenere pulita la nave. Si chiamava...

°°°Pelapatate? Orko pelapatate? Allora lui no orko.°°°

Non mi sovviene, ricordo solo che quando morì ***con aria malinconica*** Ah, si! Ricordo! Il suo nome era Ghazkull, Ghazkall, qualcosa di simile.

°°°Ghazkull! Ghazkull kome pà? Ma ze lui pelapatate lui no pà!°°°

Dicevo, quando morì, lo gettammo in pasto ai pesci, senza alcuna dignità. In fondo era un lurido orco.

Il marinaio sorrise, ed i suoi compagni sorrisero di rimando.

°°°Morto, lui morto? E ze lui mio pà? Me defe zapere!°°°

La risata non era tanto entusiasta, ma giustificava ciò che pensavano degli orchi.

Orchi! Che creature inutili!

Eurk strinse forte la sua mazza.

°°°Kuezti ora inzulta troppo!°°°

Ricordo ancora. Gnore patate ke sbucchia buone, non pikkiare. Gnore skuza

AHAHAHAHA!

Ed infine il mezz'orco saltò in mezzo al gruppo.

Ehi, ora foi bazta ride!

Tutti i marinai reagirono, quattro di loro furono capaci di alzarsi, mentre due erano ancora in terra, Eurk controllò i loro movimenti.

Ora foi zta buoni ke me parla e kiede!

Magnus sfoderò una lama dal fodero che aveva legato alla cintura.

Cerchi guai?

NO! Me fuole zolo zapere.

Il marinaio, vedendo il mezz’orco grosso e minaccioso che brandiva una grossa mazza, si mise prontamente in guardia, prepotente.

Fuole zolo zapere zapere. AHAHA! ***cercò la complicità dei compagni***

Eurk si teneva pronto ad ogni mossa, studiando i marinai. Si guardava attorno ogni istante, non sapendo a chi rivolgersi per cercare una persona pronta a raccontargli del padre.

Koza tu ride? Me è molto zerio!

I tre compagni in piedi circondarono il mezz’orco, quattro persone per le quattro direzioni, tre sciabole ed un coltello da macello.

Tu muore tra poco, amico.

Me no krede!

Il marinaio caricò con la lama contro la grossa figura di Eurk, e lo mancò clamorosamente, tagliando l'aria che gli era vicino. Sbilanciato dal colpo andato a vuoto, si ritrovò di lato, all'interno della guardia del mezz’orco che, istintivamente, colpì con tremenda violenza il capo dello sventurato marinaio. Una strana angolazione permise alla mazza ferrata di colpire l'attaccatura del collo al cranio.. un punto di rottura sicuro ed assai delicato, in pochi attimi tutta la testa abbandonò il corpo, per riversarsi al suolo, un morto giaceva acefalo accanto al fuoco.

Ekko, ora lui zitto! Me parla o foi kontinua?

Tutti i compagni, notevolmente sconvolti, si lanciarono contro il bestione. La sciabola di Luter, che era alle spalle, si infranse sulla spalla di Eurk, provocandogli una ferita da cui cominciò a sgorgare copioso il sangue.

Ariman e Orgon, intanto, dopo aver udito i rumori della battaglia, si affrettarono ad accorrere in aiuto del compagno.

Dopo essere stato colpito Eurk cercò di divincolarsi, evitando i fendenti degli altri due marinai che arrivavano di lato, il monaco ed il guerriero avrebbero potuto a breve soccorrere il mezz’orco che si era cacciato in una pessima situazione. Nel panico, Eurk cercò di sfondare il torace al marinaio sulla sua sinistra, ma la mazza passò tra el fiamme del falò, senza colpire nulla. Il marinaio che era alle spalle del mezz’orco continuò a colpire la stessa spalla, fortunatamente quella che non maneggiava l'arma. Il fendente deciso raggiunse la fossa brachiale, uno squarcio si aprì tra la cute e rese il braccio inutilizzabile, penzoloni, era dolente e pesante. Il barbaro si accasciò di lato, ma la furia negli occhi era tale da non demordere, anche perché si accorse che i compagni erano ormai giunti.

Ariman fece un balzo nel piazzale, inciampò tra i cespugli, ma non perse del tutto l'equilibrio, sfoderò la spada e la tenne salda al momento di sferrare il colpo. La lama si conficcò nel fianco sinistro del marinaio che aveva appena attaccato Eurk, un arteria fu recisa, il sangue a fiotti si perdeva sulle pietre del porto e la sua mano cercava di contenerlo.

Il monaco intanto puntò l'altro marinaio a destra del mezz’orco. I pugni di Orgon furono veloci e precisi, uno al volto e l'altro all'addome, colsero di sorpresa Lemmarol, che subito gli si rivolse contro, rimandando il colpo che avrebbe dato ad Eurk. La sua sciabola si scagliò contro il monaco, che fulmineamente riuscì a schivarla, con un movimento sinuoso portando il bacino prima in basso poi di nuovo in alto, disegnando una semicirconferenza.

Il marinaio alla sinistra del mezz’orco, intanto, infisse la sua sciabola nel torace della vittima, la lama passò da parte a parte, il fegato fu perforato, gli occhi del barbaro si spalancarono disperati, ed il grosso figuro cadde a terra, sulle ginocchia. Eurk sentiva la furia della battaglia crescere dentro di sé: generazioni di combattenti gli urlavano, con ferocia che la sconfitta non era accettabile.

Magnus, ferito da Ariman, rispose con una sciabolata che colpì la tempia del guerriero, facendolo cadere rovinosamente accanto al cadavere acefalo che era vicino.

Il monaco attinse ai suoi colpi segreti, il suo palmo si infranse contro lo sterno del marinaio che gli si opponeva contro, il colpo ebbe un effetto paralizzante per il bersaglio, che rimase immobile, come se volesse eternamente colpire Orgon.

Il barbaro fece cenno di alzarsi, una forza innaturale sembrava pervaderlo, brandì la mazza ferrata con il braccio sano, si preparò al colpo, ma fu colpito con un calcio in pieno viso dal marinaio che lo aveva ridotto in quelle misere condizioni.

Mezz’orchi, razza inferiore.

E sputò sul corpo di Eurk, quasi morente.

Ariman era a terra, focalizzò per un attimo i calzari del marinaio che gli era di fronte, afferrò la spada e ZAC! Tranciò in un sol colpo, all'altezza delle caviglie, le estremità degli arti inferiori, comportando la sicura morte del brutto ceffo per il rapido dissanguamento. Il corpo del marinaio divenne gelido in pochi secondi, i piedi erano lì a terra, come per reggere ancora un corpo che ormai era lontano, riverso sulla pietra del porto. Orgon sferrò un gancio sinistro al volto dell’ultimo marinaio rimasto a combattere, poi continuò nella rotazione del corpo esibendosi in un calcio a volo girato con la gamba destra che colpì la trachea, il marinaio fu a terra, privo di sensi.

Eurk si trascinò dolorante verso Lemmarol, cercando di colpirlo con le poche forze oramai rimaste, arrancava, ma la sua arma non riusciva a colpire il seppur paralizzato superstite. Anche Orgon provò a colpirlo, ma il monaco, nel girarsi verso l'ultimo uomo da combattere, non riuscì a centrare il bersaglio. Il mezz’orco tentò ancora di brandire la sua arma, troppa era la rabbia dentro di lui. Nel cercare di colpire da terra, però, Eurk scivolò, cadde sulla spalla ferita e colpì con il capo un masso che sporgeva alle sue spalle, la botta gli provocò un trauma cranico e gli fece perdere conoscenza.

Il marinaio superstite, ancora leggermente stordito, tentò invano di colpire Orgon, mentre Ariman era ancora a terra, sofferente. Il monaco diede l'ultimo colpo al marinaio, una percossa a mano aperta che provocò la perdita dei sensi del suo avversario.

Eurk e il guerriero erano in pessime condizioni, Orgon aveva preso in mano la situazione meritevolmente, dimostrando tutti i frutti dei suoi anni di studio delle arti da combattimento a mani nude. Due marinai gravemente feriti giacevano più lontano, loro non avevano partecipato alla battaglia, ma sarebbero presto morti per mano del monaco. Quali conseguenze avrebbe portato questa azione di forza? I due umani non lo sapevano ma, vista la carneficina intorno a loro, si scambiarono una rapida occhiata di intesa e, raccoliti i pochi oggetti preziosi che riuscirono ad individuare, si dileguarono nella notte.


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