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Potere Halfling

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Narratore in Grigio

Eurk (Barbaro - Mezz'orco) in Verde

Orgon (Monaco - Umano) in Blu

Ariman (Guerriero - Umano) in Rosso

Skogara (Halfling PNG) in Arancio

 

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Il sole aveva oltrepassato lo zenith ormai da più di tre ore, la foresta era nel momento di massimo splendore. I raggi dell'enorme stella gialla riscaldavano i corpi dei tre malcapitati, qualche scoiattolo si arrampicava sugli alberi circostanti, e gli uccelli offrivano un sottofondo a dir poco musicale, che si sposava con il rumore dell'acqua dei ruscelli infranta sulla roccia poco distante da lì. Il tutto stonava un po’ con il borbottio ed il malumore dei ragazzi, scaturito dalla loro esplulsione dalla locanda.

Ma che insolenza! Non ho mai visto atteggiamento più sgradevole!
***rivolto al monaco***

Orgon cominciò a stiracchiarsi, dolorante per i colpi di poco prima.

Qui sono veramente inospitali.

Il mezz’orco, sfiancato nelle sua capacità cognitive, vide una piccola creatura muoversi tra gli alberi accanto a lui, da terra afferrò un sasso sperando di colpire lo scoiattolo, ma sfortunatamente il proiettile volò in aria non disegnando la direzione voluta, e precipitò al centro della fronte di Eurk provocandogli una ferita vistosa.


Ahia! Pomeriggio komincia anke peggio! Ke zkifo di ciornata! Me fa male tutto! Me ha fame.
A chi lo dici.

Orgon sorrise, mentre il guerriero era molto infastidito dalla stupidità di quella creatura ibrida.


°°°Stupido mezz'orco. Ma con chi sono capitato.°°°
Foi ha cibo?
Poco e niente.
***frugando nella sua sacca***

Ariman scosse la testa.

Ti capisco poco quando parli. Zkuza, ma mia lingua è kozì, me no ha mai studiato.
Tra gli abbagli del sole e il verde degli alberi scorsero una sagoma simile a quella di un elfo. Man mano che si avvicinava, riuscirono a percepire la lucentezza dei suoi capelli argentei e gli indici della mano rivolti verso il suolo, come se nel camminare indicasse di passo in passo il terreno.

Eurk, da terra, trovò un briciolo di energia per agguantare la mazza, il monaco si alzò di scatto e Ariman rimase concentrato a sfoderare la lama se ce ne fosse stata necessità e, dopo un attimo di riflessione, andò incontro alla figura cautamente.


E ora ki c'è?
Ehi, chi è là? °°°Altri problemi? Ahia.°°°
°°°Sarà qualcuno della locanda che ci vuole sbatacchiare ancora. Gli dimostro chi sono ora.°°°

Avvicinandosi si accorero che si trattava di una figura molto simile ad una umana, ma molto più bassa, sembrava una nana, ma non aveva la barba. Guardando i piedi nudi e grossi privi di calzature, ogni dubbio sparì, era una donna halfling. Orgon si alzò.

***Zperiamo bene. Non riezko neanke a muovermi.***
Ciao ragazzuolo!
***rivolgendosi ad Orgon***
Salve.
Cosa ci fate qui tu e i tuoi amici in questo posto? Lo sapete che non c'è da fidarsi qui? ***Beh, almeno non mi defo alzare per parlargli in faccia.***
Si. Ce ne siamo accorti.
***sorridendo***

Skogara mise un braccio dietro il collo di Orgon che subito si irrigidì.


Cosa vi porta in questi luoghi oscuri?

Man mano che parlava la bocca della halfling si avvicinava sempre più a quella di Orgon.

Un grande dolore, grandissimo dolore.
Dimmi, dimmi tutto.
*** con la bocca all'orecchio *** Raccontami tutto. *** bisbigliando***
ºººMa kuezta ke fuole?ººº
Allora? Cosa vi porta in queste terre? Dove siete diretti?

Il mezz’orco, notando l’indifferenza di Ariman e l’imbarazzo del monaco, rispose al gentile e curioso nuovo incontro.


Me loro non za. Me za ke io va lontano di kaza.

Skogara aveva un linguaggio molto sensuale sembrava volesse provocare qualcuno, forse Orgon. Ariman lasciò la presa della spada e rimise l'arma nel fodero, mentre Eurk cercava vanamente di rialzarsi in piedi, facendo un po’ pena, dato lo stato in cui si trovava.

Signora. Hem signorina. E' di queste parti?

La halfling si avvicinò ad Ariman.

Con te non ci parlo. Sei così scorbutico, non hai lo stesso fascino di quest'uomo.
***indicando il monaco che subito le sorrise sornione***

Ariman si sedette su di un sasso pensoso.

°°°Bah, questi mezzi uomini, hemm mezza donne, lasciamole stare al loro destino°°°
Io sono diretta a Carvellung.
°°°Però, faccio sempre colpo. Che fascino.°°°
Zkuza, no è ke tu ha cibo?
***rivolto a Skogara***
Si.
Anche noi siamo diretti lì. Ma cosa mi date in cambio? Io vorrei un po di... affetto.
Potremmo fare la strada con te.
Ho bisogno di qualcuno con il quale trascorrere qualche minuto nella mia modesta dimora.
Tempo me ha, certo me ora no va via dia kua.
Anche tu sei un bell'omone.
***rivolto al mezz'orco***

Eurk dopo notevoli sforzi riuscì a sedersi con la schiena poggiata ad un albero.

Me meglio in altri ciorni. Ahia.
Ho qui con me delle vivande, ma bastano per due persone, non per tre.
***mostrando un impasto e una coscia di pollo***
Io ho già mangiato, e non prenderei niente dalle mani luride di una halfling!
Io ho gia mangiato, ma ve le darò solo se mi promettete di accompagnarmi in città.
***guardando Ariman con aria minacciosa***
Ragazzi, dovremmo dividere.
Karfellung?
Per me non ci sono problemi.
Azpetta due ciorni però.
°°°Finalmente si mangiaaaaaaaaaaa!°°°

Il guerriero si allontanò un pò in cerca di qualche fungo da conservare durante il viaggio. Camminò intorno agli alberi per cogliere qualche miceto, facendo attenzione che fossero commestibili.

***Me fuole mancia, no pikkia. Per fafore.***
Allora? Cosa decidete?
Per me zi può fare.
Perchè non possiamo partire ora?
***offrendo i suoi pasti***
Io ci stò, tanto a Carvellung dobbiamo andare anche noi.
Perke' me ha male da tezta a piedi.
A questo posso pensare io.
Ah zi? E kome?

Skogara puntò le dita verso Eurk, pronunciando delle parole che i ragazzi non riuscirono a capire. Orgon guardò sbalordito le ferite aperte del mezz’orco richiudersi sul corpo e sul viso.


°°°Come può essere? Una creatura così piccola e indifesa.°°°

Una leggera brezza sfiorò le membra dei ragazzi, il pomeriggio iniziava ad intiepidirsi, qualche grillo si univa al canto degli uccelli.

Tu fa magia? Me no piace magia. Anke ze me ora zta meglio. Me è Eurk, Eurk rinkrazia!
Allora, siamo pronti a partire? E' stato solo un piacere toccarti.
***guardando tra le gambe di Eurk***
E ora noi può manciare e partire.
Fate presto a mangiare.
Io sono Orgon Bholdrot, piacere di conoscerti.
Oh che somara! Io sono Skogara. Se chiedete a qualche uomo, sicuramente mi conoscerà.
***accarezzandosi i capelli***
Una dama di compagnia? °°°Però che tipino tutto pepe.°°°
Si. Sono una dama di gran compagnia.
Ultimo omo ke me ha fizto kui, poko zimpatiko. Me no krede ke tu konosce lui.

Orgon sogghignò, Eurk divorò quella pastocchia velocemente, poi si alzò e si sgranchì le gambe, Ariman colse alcuni funghi, e li ripose nella bisaccia meticolosamente.

Chi è?
Ozte di lokanda kui ficino.
Quale locanda? La Brocca d'Oro?
Omo, si dice "uomo", fizto dici "VISTO" *
**rivolto a Eurk*** °°°Costui deve imparare la lingua comune, prima o poi.°°°
Zi, kuella!
Ora però basta parlare, mangiate e mettiamoci in cammino, altrimenti sono costretta a mettermi a fare altre cose per aspettarvi
***lanciando un’occhiata seducente ad Orgon che ridacchia compiaciuto***
Bando alle ciance.
Andate a Carvellung?
Si.
Allora mi unisco a voi. Ma cosa ci andate a fare a Carvellung? Dovete incontrare qualcuno?
Affari, ho sentito che siamo a cinque ore circa dalla città, quando ero in locanda.
Me za ke li trofi tezori.
Io sono alla ricerca di notizie su i miei genitori.
Su cosa? Di quale città sei?
E' una lunga storia
***cambiando espressione*** Non lo so.
Non preoccuparti, saprò farti ricordare, non appena in città.
Allora andiamo?
*** esortò insistentemente***
Bene, lo spero proprio tu ci riesca, sono trovatello.

Orgon e il mezz’orco ultimarono il pasto offertogli da Skogara, che li mise in buone condizioni per continuare il viaggio. Eurk si pulì la bocca con la manica della giacca e si alzò sgraziatamente.

Muovetevi, mollaccioni. Aspettate che imbrunisca?
Me è pronto, kuando foi fuole!
Sagge parole, Ariman.

Così la compagnia si incamminò in direzione ovest, verso il porto di Carvellung. Cosa aveva quella città, meta comune di tutti i quattro avventurieri?


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